Il Costume di Orgosolo Stampa

 

Il costume di Orgosolo è indubbiamente uno degli abiti tradizionali più belli e ammirati di tutta la Sardegna. Lo si può vedere solo in determinate occasioni, come nei giorni di festa Orgolese. I gruppi folk del Paese vengono sempre invitati alle manifestazioni più importanti della Sardegna, quasi a voler sottolineare il prestigio e l’unicità del ricco costume di Orgosolo. Alcuni degli eventi più importanti dell’Isola, in cui poter ammirare i colori ed il portamento dell'abito tradizionale orgolese, sono:

1° Maggio - Festa di Sant'Efisio a Cagliari

15° Maggio - Festa di San Simplicio a Olbia

Agosto - Sagra del Redentore a Nuoro

Penultima domenica di Maggio - Cavalcata Sarda a Sassari

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L'abito tradizionale femminile di Orgosolo è composto da:

Sa caretta”. Il suo compito è quello di raccogliere i capelli e tenerli in una posizione rigida affinché l'acconciatura evidenzi la cosiddetta "hintura de su lionzu". Il tessuto di base della "caretta" è il broccato che su un canovaccio grezzo (di lino o cotone) presenta intrecci di fili di seta, d'oro e d'argento, che evidenziano rose, foglie di Acanto e disegni stilizzati. Ad Orgosolo le parti in filo d'argento vengono chiamate "erros" da cui viene il nome "su broccadu errau"; il broccato "no errau" invece veniva indicato come "broccadu de duos francos" (broccato da due soldi).

 Su lionzu”. Si tratta di una benda di seta grezza color giallo ocra che fascia completamente il capo lasciando scoperto il viso della ragazza dalla bocca in su. Si indossa sopra la "caretta", è lunga 160 cm e larga 31 cm. Per un "lionzu" sono necessari 60 gr. di seta grezza gialla naturale per l'ordito e 110 gr. di seta per "sa trama". Questa viene poi tinta a freddo con 25 gr. di zafferano. "Su lionzu" viene prodotto interamente ed esclusivamente ad Orgosolo. Per la sua produzione infatti viene utilizzata seta proveniente dagli allevamenti orgolesi del baco da seta Bombix Mori (Bombice del Gelso), razza "Orgosolo", selezionatasi in centinaia di anni. Dal bozzolo di questo particolare baco da seta, dall'inconfondibile colore giallo, si ricava un filo lungo circa 1000 metri.

Sa hamisa”. La camicia viene indossata sopra un corpetto ricamato, "su bustu". Presenta sul petto e sui polsi una fitta arricciatura che costruisce disegni geometrici chiamata "su horo" (il cuore). Sopra "su horo", sia al petto che ai polsi, si applica "sa collana". "Sa collana" è un ricchissimo ricamo ad ago, con l'utilizzo di vari punti, a seconda dei quali si parla di "collanas" ad intaglio "de filè" e "de ragno". "Sas collanas" si concludono poi con "sos ventallos". In corrispondenza della cucitura de "sa collana" vengono ricavate due asole, nelle quali passavano "sos buttones", gemelli in filigrana d'oro dal peso variabile dai 30 ai 60 grammi. Al di sopra della camicia viene poi posta "sa pitturina", una striscia di "trambicchi" che ha la funzione di arricchire il tutto ma anche di chiudere l'apertura della camicia. Essa viene fermata con "su fermalliu", gioiello romboidale in oro con al centro un'acquamarina e tre pendenti arricchiti con zirconi.

Su zippone”. E' un giubbetto di panno rosso cupo aperto sul davanti.. Su ogni metà del davanti presenta "s'orulu", una striscia di raso di seta azzurra, seguito dai cosiddetti "puntos de hadena", ossia sei file di ricamo a punto catenella e poi da un vistoso ricamo color giallo oro sempre in seta, chiamato "s'ishala hunzà" (la scala chiusa). Si evidenzia poi "su galone", formato da due strisce in nastro di seta nero, separate da uno spazio di panno rosso di circa 2 cm. La manica de "su zippone" presenta quattro figure romboidali in rasi di seta azzurra: "s’orrolu". "Su galone" poi si conclude con "sas puntas”. Queste possono essere di due tipi: "frorias" (fiorite) e "biancas" (bianche). "Su galone" prosegue verso l’alto a costituire uno spazio più ampio in cui sono contenute "sas traves": cinque file di tre gruppi di ricami romboidali alternativamente verdi e bianco sporco. Nella parte centrale posteriore de "su zippone" si trova poi "s’alhizzone", costituito da triangoli opposti uniti per il vertice.

Sas palas”. Si tratta di un corpetto di colore nero, senza maniche, da indossare sopra "su zippone". E’ dotato di due appendici trapezoidali anteriori chiamate "pinnas" e si chiude sul davanti tramite un filo di seta multicolore ("su tenente"). Il tessuto de "sas palas" si chiama "sa perfa". E’ un tessuto con una base di seta di colore nero, in cui sono inseriti disegni floreali, in rilievo perché in velluto, sempre nero.

Sos sahittos”. Sono le due gonne del costume femminile e si distinguono, a seconda del colore del bordo inferiore di raso, in "sahittu ruviu" (rosso) e "sahittu virde" (verde). Sono in tessuto d’orbace tinto con particolari erbe che gli conferiscono il colore ruggine scuro. La vita de "su sahittu" viene plissettata per tutta la sua lunghezza in senso orizzontale. Questo procedimento si esegue con dei fili di spago quando il tessuto è bagnato; una volta che l’orbace è asciutto viene liberato dagli spaghi e si applica la parte anteriore (non plissettata) detta "su telu". Per finire viene apposto il bordo inferiore in raso di seta moiré verde brillante o rosso cardinale.

Sa veste”. E’ la terza gonna, più corta rispetto a "sos sahittos", e si indossa sopra questi; è di panno verde-blu scuro plissettato. Il bordo inferiore è di raso di seta moiré verde brillante, uguale a quello del sahittu sottostante. "Su telu" anteriore non subisce plissettatura.

S’antalena”. E’ il bellissimo grembiule di forma rettangolo-trapezoidale posto sopra "sa veste". E’ ricamato in seta con cinque colori fondamentali: verde, rosso, giallo, bianco e un tenue celeste colore "aera" (aria). "Sa prunella" è il tessuto di sfondo di seta nera, caratterizzato dalla lucentezza della seta e dalla rigidità del tessuto. "S’antalena" presenta dei ricami floreali e può essere "froria" (fiorita) nel caso sia particolarmente elaborata, oppure "lisa" (liscia) quando non presenta ulteriori ricami floreali oltre "sos lizzos" (i gigli). Fondamentalmente "s’antalena" si articola in quattro parti: "sa collana", "sos lizzos", "sas pesadas" e "su telu".

"Sa collana". E’ il ricamo basale alto circa 6 cm in cui riconosciamo "su ilu de hapistu", ricamo-rifinitura in seta gialla che è una variante del punto festone; "su puntu ‘e gruhe" e una fila di "cocconeddos" multicolore.

"Sos lizzos". Sono i cinque gigli stilizzati che rappresentano la principale caratteristica de "s’antalena".

"Sas pesadas". Sono le tre foglioline stilizzate del gambo dei gigli di colore verde, rosso, giallo e bianco.

"Su telu". Ha forma trapezoidale come le figure al suo interno; i trapezi più esterni possono essere ricamati ("vetta vroria", fiorita) o meno ("vetta lisa", semplice). Internamente troviamo "su brocadu errau", solitamente di colore verde.

"Sas antalenas". Ricamate a partire dagli anni 60 spesso presentano un ulteriore ricamo centrale, un mazzo di fiori legato con un nastro azzurro al di sotto de "su telu".

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L'abito tradizionale maschile di Orgosolo è composto da:

Sa berritta”. E’ un berretto a forma di sacco in panno nero lungo circa 60 cm con gli angoli arrotondati. Si ripiega sul capo con la punta rivolta verso l’indietro.

Su zippone”. Ad Orgosolo ne esistono due varietà; "apertu" e "tancau" (chiuso). Quest’ultimo presenta le maniche e la parte superiore delle spalle di orbace nero. Questo veniva chiamato "su zippone ‘e sartu" cioè di campagna. "Su zippone apertu" è un giubbetto in panno rosso aperto sul davanti e caratterizzato da un’ampia apertura nella parte interna delle maniche che lascia intravvedere la camicia bianca. Nonostante la sua semplicità è un elemento del costume molto elegante. Sul davanti presenta delle appendici rettangolari rigide, dette "sas pinnas". Sono di panno rosso e i lati esterni sono coperti per 3 centimetri da "s’orulu" azzurro. "Sas pinnas" ricadono su "sas aladas", degli inserti rettangolari di velluto blu scuro ("sa trippa"). "Sa trippa" viene applicata in diversi punti del panno rosso de "su zippone". Gli inserti geometrici di questo velluto che si dipartono dalla manica costruiscono diverse figure, quali: "sos tiros”, due per ogni lato della manica spaccata e uno centrale in cui talvolta è il broccato a sostituirsi a "sa trippa", e "sos horos de manihas", due per ogni manica. "Sa trippa" viene interrotta a 10 cm dal bordo spalla; questo permette un ulteriore ricamo in seta che va a costruire due triangoli definiti "sas pandelittas".

Sa hamisa”. Si porta sotto "su zippone" e, esattamente come quella femminile, risulta molto ampia. Si presenta di bianco candido, aperta sul davanti con "sas collanas" sul collo e sui polsi meno ricche rispetto a "sa hamisa" della donna. Non si possono in ogni caso definire sobrie in quanto la loro ricercatezza è straordinaria. La manica de "sa hamisa" dell’uomo è estremamente ampia e fuoriesce dallo spacco della manica de "su zippone". "Sas collanas" del collo ospitano le due asole in cui vengono fatti passare "sos buttones", i gemelli in filigrana d’oro o d’argento che sono piuttosto minuti rispetto a quelli portati dalla donna.

Su hintorju” e “sa vrentiera”. Si tratta delle cinture in pelle da porre in vita. Il primo mostra dei ricami geometrici per tutta la sua lunghezza. Mentre la seconda presenta una o più appendici tondeggianti che nascondono al proprio interno delle piccole tasche per riporre gli spiccioli o altro.

Sa vraha”. Pare un gonnellino di orbace nero, ma la linea mediana che congiunge la parte anteriore a quella posteriore ci permette di definirlo come pantalone. Presenta una breve plissettatura in vita di circa 5 centimetri e un nastro di velluto a rifinire il bordo inferiore.

Sos carzones”. Sono gli ampi calzoni bianchi lunghi fino al polpaccio, realizzati in tela di cotone che si portano sotto "sa vraha".

Sas harthas”. Sono una sorta di stivali in orbace nero che giungono all’altezza del ginocchio e sono in parte coperti da "sos carzones". Alla base hanno due figure triangolari (una davanti e una dietro), che scendono a ridosso delle scarpe.

fonte: Calendario Croce Verde Orgosolo